mercoledì 8 agosto 2007

Perù 2007 - PARTE 3: IL PARO BLOCCA IL VIAGGIO

GIORNO 2 - 3

Luigina dell’OMG ci ha prenotato il pullman per Huaraz che parte verso le 11 di mattina. Durante la colazione Luigina ci avvisa che per due giorni ci sarà il paro (sciopero) contro il rincaro dei prezzi e la nuova politica statale attuata dalle miniere. In Perù questo tipo di manifestazioni spesso prende pieghe molto violente e quindi non è garantito il transito dei pullman che potrebbero essere fermati a metà strada da blocchi stradali.
Quando siamo al terminal del bus scopriamo che oggi non si parte. Beh poco male pensiamo, un giorno di riposo non ci farà sicuramente male e poi possiamo approfittarne per recuperare i bagagli smarriti direttamente all’aeroporto.
Ritorniamo alla casa OMG e troviamo una simpatica coppia di Brescia con la quale decidiamo di visitare il Museo Nacional che è una struttura imponente, di molti piani, contenente vari tipi di artigianato antico e plastici di siti archeologici. All’ultimo piano è ospitata una mostra fotografica sul terrorismo del Sendero Luminoso. E’ impressionante vedere foto di bombe, attentati e linciaggi per poi scoprire che sono fatti accaduti non più di quindici anni fa.
Per pranzo ci spostiamo in un ristorante molto famoso, a San Isidro, dove rischiamo la vita mangiando pesce crudo marinato nel limone e altre pietanze davvero squisite.
La viabilità a Lima è allucinante; la gente guida veramente a caso. Si cambia corsia ogni trenta secondi a colpi di clacson, senza mettere la freccia e sfiorando gli altri veicoli. La segnaletica non viene rispettata quasi mai e nemmeno i semafori. Per fortuna ci muoviamo in taxi e non con mezzi nostri.
In Perù tutti i prezzi vanno trattati. All’inizio sembra una cosa assurda ma si fa subito l’abitudine e quasi ci si diverte a contrattare con i tassisti.
La sera riusciamo a ritrovare i nostri bagagli dispersi e… sorpresa! All’aeroporto troviamo i biellesi intenti a fare denuncia di smarrimento bagagli. Visto che anche loro sono ospiti della casa OMG, decidiamo di aspettarli e dare loro una mano a sbrigare la parte burocratica.
Verso le 2.30 del mattina siamo, finalmente, a letto.
Questa volta la sveglia suona ad un’ora decente e possiamo permetterci di passare la mattinata in relax, senza far nulla.
Verso mezzogiorno prendiamo un taxi e ci spostiamo a sud di Lima per visitare il sito archeologico di Pachacamac.
Prima di entrare nel sito consumiamo il nostro primo pranzo tipico peruviano: brodo di pollo con spaghetti scotti, patate lesse con sfilacci di pollo in crema misteriosa e riso bianco, il tutto accompagnato da un’ottima birra. Il conto è di meno di tre dollari a testa.
Visitiamo tutto il sito senza troppo interesse, anche perché ormai sono rimaste solo rovine indecifrabili.
Per tornare a casa decidiamo di prendere un colectivo, ovvero uno dei tantissimi minibus che sfrecciano sulle strade del Perù. Il viaggio ci dà la possibilità di vedere una zona poco turistica di Lima. Questa periferia è difficile da descrivere; tantissime persone ed edifici veramente fatiscenti si sommando ad un traffico caotico e totalmente disordinato. Ogni blocco di edifici si occupa di un determinato lavoro artigianale; ad esempio si incontra un block di dieci laboratori di fabbri e subito dopo il block dove tutti fanno i falegnami e via dicendo.
Lima è circondata da enormi zone desertiche, baraccopoli e da un oceano che mette una tristezza infinita.
Nei giorni di permanenza siamo sempre stati coperti da un cielo grigio, inquinato e umido; la sorpresa è stata sapere che è quasi sempre così, tutto l’anno.
Mentre ceniamo da Huaraz arriva un’ottima notizia: sembra che lo sciopero sia in fase di recessione e i pullman possono partire.
Il nostro pullman, prima classe, parte alle 23 da Lima dovrebbe arrivare a Huaraz alle 7 della mattina seguente. Abbiamo imparato che il condizionale in Perù è d’obbligo e ci mettiamo il cuore in pace solo una volta che il bus si mette in moto.
Per arrivare al terminal i ragazzi dell’OMG ci portano nel cassone posteriore di un furgone e mi sento un po’ come un cane in macchina, sballottato ad ogni curva e pronto a ribaltarsi se tenta di mettersi in piedi: passiamo il tempo a ridere come dei matti.
Con il lettore mp3 a tutto volume e gli occhi chiusi mi godo la lunga e tortuosa strada che sale fino ad oltre 4000 metri per arrivare poi ai 3091 metri di Huaraz.
Tra una curva e l’altra riesco perfino a dormire qualche ora.

LE FOTO SONO GENTILMENTE OFFERTE DA DANIELE



Finalmente siamo in Perù!



Oceano



Zona Miraflores



Hazard :D



Polizia sponsorizzata Inca-Kola



Sempre l'oceano



La stanza della casa a Lima



Lima



Baraccopoli fuori Lima



Visitando Pachacamac (che non è quella che si vede dietro)



Pachacamac



Pachacamac



Barbara e Pachacamac



Pachacamac

1 commento:

Elia ha detto...

Good post.